Fabio Malfatti

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Paraguay a rischio: presidente Lugo destituito

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Riporto questo articolParagauyo del Mininotiziario America Latina n. 21/2012 di Aldo Zanchetta (leggi tutto) che condivido quasi pienamente. Il collegamento con le basi militari USA lo ritengo un po' azzardato. Penso che le ragioni vadano cercate molto vicino, nelle risorse minerarie e agricole presenti nel Gran Chaco del Paraguay, in un movimento di campesinos tipo Sem Tierra che inizia ad essere fastidioso e nella penetrazione da parte di multinazionali agricole (e non solo) in un territorio con poche regole. Non possiamo dire che Lugo sia stato un presidente 'rivoluzionario', ma certamente la direzione era meno conservatrice dei precedenti governi. Sufficiente a condannare un presidente. Non dimentichiamo che nella confinante Bolivia, agli inizi del secolo scorso un presidente è stato 'suicidato' solo per aver tentato di mettere una tassa sull'alcool.

In tutto il mondo stiamo assistendo a una riduzione dei diritti e a una continua violazione dei fondamentali 'ragioni' tipo il referendum sull'acqua in Italia.

E' importante che questa situazione venga monitorata e tenuta sotto controllo, il Paraguay è da molto tempo un paese isolato con poca attenzione internazionale e per questo è il centro di molte vicende poco chiare.


MININOTIZIARIO AMERICA LATINA DAL BASSO

n.21/2012 del 23.06.2012

A CURA DI ALDO ZANCHETTA

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Questi documenti sono diffondibili liberamente, interamente o in parte, purché si citi la fonte

 

ULTIMA ORA

PARAGUAY

COLPO DI STATO TECNICO DESTITUISCE IL PRESIDENTE FERNANDO LUGO

Ma non era finita l’epoca dei colpi di stato in America Latina? Evidentemente no. A distanza di 3 anni dal golpe militare che estromise in Honduras il presidente Zelaya, è la volta del presidente paraguayo Fernando Lugo, destituito con una votazione del senato su un “giudizio politico” che ha avuto 39 voti a favore e 4 contrari.

 Leggiamo da RESUMEN LATINOAMERICANO

<<Una volta conosciuto il risultato della sentenza, Lugo ha reso noto un messaggio nel quale accetta il giudizio del Congresso “sebbene la legge sia stata stravolta” e ha fatto appello al fatto che qualunque manifestazione nelle strade sia “pacifica” affinché “il sangue dei giusti non venga sparso mai più per ragioni meschine”.

La notte stessa il vicepresidente Franco ha assunto la carica dichiarandosi rispettoso della Costituzione e degli impegni internazionali del paese.

 Il presidente ecuadoriano Correa ha dichiarato che non riconoscerà il nuovo governo mentre i ministri degli esteri dei paesi dell’Unasur (Unione delle nazioni sudamericane), recatisi d’urgenza nella capitale Asuncion, si sono riservati di riferire ai propri capi di stato sulla situazione creatasi, affermando che la procedura seguita dal Congresso potrebbe costituire una violazione dell’ordine costituzionale contemplato dai trattati del Mercosur, dell’Unasur e del Celac, la Comunitàdi Stati Latinoamericani e dei Caraibi costituitasi nel 2010.

L’atto di accusa contro Lugo lo indica come responsabile della morte di 17 persone -11 campesinos e 6 poliziotti- durante le operazioni di sgombro, venerdì 15 giugno, dell’azienda agricola Morumbí a Curuguaty, nel nordest del paese - propietà del’ex senatore del Partido Colorado Blas Riquelme-occupata da campesinos sin tierra. Altri 4 capi di imputazione erano costituiti da una riunione di giovani socialisti nella sede delle Forze Armate, la firma del protocollo Ushuaia II, lo stato di insicurezza esistente nel paese e la promozione della occupazione di terre.

 E’ presto per poter compiere una analisi adeguata degli avvenimenti ma sicuramente si è trattato di una operazione preparata da tempo che ha colto l’occasione dei fatti di Curuguaty, per i quali il presidente aveva prontamente destituito il ministro degli interni Carlos Filizzola e il comandante della polizia, Paulino Rojas, proponendo al Congresso, dominato dall’opposizione, l’apertura di un inchiesta, richiesta che non era stata approvata. Le difficoltà del governo nel realizzare la riforma agraria, principale obbiettivo di Lugo, datano fin dall’inizio del governo Lugo.

 Nel paese è presente una base aerea statunitense e non si può non ricordare la progressiva presenza di basi militari statunitensi nel “cono sud”. Bloccata in extremis dal governo argentino la concessione di una base nella regione del chaco, un’altra base sarà invece istallata in Cile e probabilmente una seconda in Perù per la quale le trattative col governo Hollanta sembrano essere in corso.

 Il procedimento di destituzione del Presidente è previsto in Paraguay, per cui formalmente la procedura seguita non è contestabile. Lo è la pretestuosità delle motivazioni e la rapidità del procedimento senza un adeguato dibattito.

 Una brutta vicenda, con la quale l’Unasur dovrà misurarsi.

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